PIETRO -  INNO ALLA VITA  

Avrò sempre due ferite con me: un taglio sopra il pube, orizzontale ed il vuoto; un senso enorme di vuoto dopo aver custodito Pietro per tanto tempo, per nove lunghi mesi. 

Ho comunque un posto dove andare a trovarlo, un piccolo tumulo qui vicino casa, nel camposanto del nostro paese: una striscia di terra che ospita solo bimbi; tra questi riposa, dorme anche Pietro. 

Il sette Settembre del 2005, alla fine del mio terzo mese di gravidanza dopo una ecografia di secondo livello, ci hanno comunicato che il bimbo che aspettavamo aveva tantissimi problemi: megavescica, oloprosencefalia alobare…. 

Una gravidanza incompatibile con la vita in utero.Destinata ad interrompersi spontaneamente al quinto, sesto mese. 

< Vi consigliamo di interrompere, di fare la villocentesi…> 

 

Io e Francesco abbiamo una figlia di otto anni, si chiama Angela. 

Abbiamo atteso per tanto tempo un secondo figlio… Anche Angela è arrivata dopo quasi quattro anni di matrimonio.  

Siamo una coppia che ha sperimentato che la vita non è nelle proprie mani. 

Un figlio così desiderato, atteso, fortemente voluto, non potevamo rifiutarlo solo perché non era come ce lo immaginavamo. 

 

L’esito della villocentesi ha dato come responso una trisomia 13. 

Quella mattina dell’otto Settembre era per noi l’ultimo giorno possibile per praticare un aborto per aspirazione. 

Facemmo solo la villocentesi. 

Siamo tornati a casa con il nostro bambino nella consapevolezza che se la gravidanza non fosse andata avanti non saremmo stati noi a decidere. 

Non ce l’abbiamo fatta a decidere. 

Pietro ha stupito tutti. Nella ecografia di circa un mese dopo era riuscito ad urinare in placenta e svuotandosi, la megavescica era tornata di dimensioni normali. 

I medici ci hanno poi confidato che ogni volta che ci vedevano ipotizzavano un termine per la nostra gravidanza; ma Pietro non ha rispettato nessuna delle scadenze previste. 

Intanto cresceva normalmente e si muoveva tantissimo, nuotava felice nella pancia della sua mamma. 

I medici pensavano ancora che non sarebbe riuscito a respirare una volta nato. 

Pietro è nato il 28 Febbraio: ha respirato da solo, senza bisogno di nessun aiuto e lo ha fatto per quattro ore. 

Poi è volato in cielo. 

Ho potuto vederlo solo il giorno dopo, nonostante avessi fatto un cesareo. 

Uno dei rimpianti più grossi è quello di non averlo potuto vedere vivo. 

Ma poi penso a tutta quella compagnia che ci siamo fatti, a tutti quei calci che mi dava… 

Sono sicura che Pietro è stato un bambino felice; ed è stato, per tutto il tempo in cui era racchiuso nella mia pancia, un bambino come tutti gli altri.  

Una gravidanza stupenda senza nessuna nausea, ho lavorato sino all’ottavo mese… 

Avevo così tanta paura di incontrarlo, paura che la mia creatura potesse non piacermi, darmi scandalo. Pensavo che non avrei avuto il coraggio di guardarlo. 

E invece Pietro, nonostante la sua labiopalatoschisi — che già ci avevano annunciato dopo le ecografie — 

era bellissimo; un bel bambino di 2 chili e 370 grammi, nonostante i suoi quindici giorni di anticipo sulla data prevista per il parto, con tanti capelli castani tutti ritti sopra la testa, ed un viso piccolo e tondo, come una mela. 

Penso che non mi scorderò mai le sue guance paffute … 

Pietro è stato per noi una grande lezione di vita: ha lottato con tutto se stesso, sino alla fine. 

Ora abbiamo un figlio vivo in cielo. 

Durante i mesi della gravidanza una mia amica mi ha mandato una canzone di Renato Zero, tratta dal suo ultimo album. 

Questo brano mi ha fatto tanta compagnia ed ancora mentre scrivo e lo ascolto mi ritrovo con le lacrime che scendono.  

Questo è il testo, ed ogni parola mi fa pensare a Pietro, alla nostra piccola grande Roccia. Io e il mio bambino abbiamo una canzone: LA VITA E’ UN DONO. 

 

LA VITA E’ UN DONO 

Nessuno viene al mondo per sua scelta, non è questione di buona volontà Non per meriti si nasce e non per colpa, non è un peccato che poi si sconterà Combatte ognuno come ne è capace Chi cerca nel suo cuore non si sbaglia Hai voglia a dire che si vuole pace, noi stessi siamo il campo di battaglia La vita è un dono legato a un respiro Dovrebbe ringraziare chi si sente vivo Ogni emozione che ancora ci sorprende, l'amore sempre diverso che la ragione non comprende Il bene che colpisce come il male, persino quello che fa più soffrire E' un dono che si deve accettare, condividere poi restituire Tutto ciò che vale veramente che toglie il sonno e dà felicità Si impara presto che non costa niente, non si può vendere né mai si comprerà E se faremo un giorno l'inventario sapremo che per noi non c'è mai fine Siamo l' immenso ma pure il suo contrario, il vizio assurdo e l'ideale più sublime La vita è un dono legato a un respiro Dovrebbe ringraziare chi si sente vivo Ogni emozione, ogni cosa è grazia, l'amore sempre diverso che in tutto l'universo spazia e dopo un viaggio che sembra senza senso arriva fino a noi L' amore che anche questa sera, dopo una vita intera, è con me, credimi, è con me.  

 

Vorremmo ringraziare tanto Gianstefano e Nadia che hanno accompagnato con le loro mail l’ultimo periodo della nostra gravidanza e Cinzia Consumi Misuri della quale conosciamo solo la voce ma che sempre si ricorda di noi. 

                                                                                                                                                       Donatella